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Giardini Bahai Bahji Akka - Comunità Bahá'í del Salento

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Bahai Lecce
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Giardini Bahai Bahji Akka

Magione di Bahji Akka

L’ordine di tenere Bahá’u’lláh in prigione ad ‘Akká non fu mai revocato. Ma del periodo che trascorse a Bahjí Bahá’u’lláh scrisse: «Invero la più orribile prigione si è trasformata nel Paradiso dell’Eden».

La vita terrena di Bahá’u’lláh si concluse nella Magione di Bahjí, alle prime ore del 29 maggio 1892. Nove giorni dopo furono tolti i sigilli al Suo Testamento. Designava ‘Abdu’l-Bahá Suo successore e capo della Fede bahá’í. È la prima volta nella storia che il fondatore di una religione designa senza ombra di dubbi colui che deve essere seguito dopo la sua morte. Questa dichiarazione di successione è il perno di quello che i bahá’í conoscono come il «Patto di Bahá’u’lláh». Questo Patto ha permesso alla Fede bahá’í di restare unita attorno a un’autorità centrale per oltre un secolo.

Nel settembre del 1879 ‘Abdu’l-Bahá prese in affitto una casa costruita da ‘Udi Khammár. Chiamata Bahjí (delizia), fu la casa di Bahá’u’lláh per i restanti dodici anni e mezzo della Sua vita.

La Magione era abbastanza spaziosa da permettere a Bahá’u’lláh e alla Sua famiglia di incontrare i visitatori e gli amici che andavano a farGli visita. Nel frattempo la Sua religione si espandeva oltre l’Iran e l’Impero ottomano.

Bahá’u’lláh definisce la Magione di Bahji una «nobile abitazione», il luogo che «Dio ha decretato come la più sublime visione per l’umanità».

In questa casa Bahá’u’lláh scrisse l’ultima grande opera del Suo Ministero, «L’Epistola la Figlio del Lupo».

«Nel nome di Dio, l’Uno, l’Incomparabile,l’Onnipossente, l’Onnisciente, il Più Saggio. Lode sia a Dio, l’Eterno Che non perisce, l’Imperituro Che non declina, l’Esistente da Sé Che non muta. Egli è Colui Che è trascendente nella Sua sovranità, palese nei Suoi segni e occulto nei Suoi misteri. Egli è Colui al Cui comando lo stendardo del Verbo Più Eccelso è stato dispiegato nel mondo della creazione e il vessillo di “Egli fa ciò che vuole” issato fra le genti».

La comunità bahá’í ha dedicato molti decenni ad abbellire le costruzioni e il terreno dove Bahá’u’lláh trascorse gli ultimi anni della Sua vita.
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